Arrestare un musicista? Giammai

31 dicembre, sera, quasi mezzanotte.

Le strade di Trento si stanno inesorabilmente prosciugando, come rivoli di un torrentello sotto la siccità di luglio. La gente sparisce frettolosa dietro gli usci o dentro automobili pronte a partire, cariche di bottiglie, panettoni, petardi e Tombole.

Io e Alfio assumiamo un’espressione paciosa, sorridendo dai finestrini della Volante ai bambini infreddoliti ma soprattutto alle mamme indaffarate. Guardo Alfio e mi aspetto una lunga barba bianca ad incorniciare il suo paffuto volto partenopeo. Immagino l’azzurro della Volante tramutato in un magico rosso natalizio, immagino che tra meno di mezz’ora sarò al bar del Ciano a bermi una birra rossa salutando il 2010.

Non immagino affatto invece, che qualcuno chiami il 113 e invece, come in un improvviso risveglio, questo accade. E quando accade si va.

Mi aspetto una specie di Scrooge, ingrugnito e torvo anche la notte di capodanno, solo, mentre tutti si raggruppano per festeggiare, invece mi si presenta un tipo “alla moda”, tirato e e ben vestito, pronto per il cenone.

  • Mi chiamo Marco. Sono stato al negozio di strumenti qui dietro a ritirare questo clarinetto; me l’hanno appena riparato. Al ritorno ho trovato il parcheggio sotterraneo dove avevo lasciato la mia automobile chiuso…-
  • Bene. Grazie dell’informazione – conclude Alfio. Poi rivolto a me:
  • Andiamocene.

In effetti non mi pareva proprio una situazione da 113 Polizia Soccorso Pubblico e via discorrendo, comunque lo sto ad ascoltare fino in fondo, poi sentenzio.

  • Senta, qui c’è poco da fare, il garage è chiuso e i custodi staranno già ballano il ballo di Beppe in qualche locale alla moda. Assodato che nella sua automobile non c’è nessuno, e che pertanto non possiamo sradicare l’inferriata, che ne dice di chiamare un taxi e di raggiungere la festa dove era diretto?
  • Il fatto è che io sono un musicista e … arrestatemi!

Ripassai mentalmente le nozioni di diritto assimilate in tanti anni di Polizia ma non trovai nulla di adattabile al nostro caso.

  • Ma suona davvero così male? – commentò Alfio. Marco non sembrò afferrare la battuta.
  • Dentro la mia automobile… ci sono tutti gli strumenti della nostra Band. Li dovevo portare io. Stasera si suona ad un veglione… 500 invitati… si dovrebbe suonare…

Ci voltammo tutti assieme, in silenzio, verso l’ingresso del garage. Sembrava l’enorme bocca di un mostro ghignante. Aperta e inacessibile. Una crudele provocazione.

  • Non è il caso che ti presenti con il solo clarinetto vero?
  • Direi che è meglio se mi arrestate, almeno ho una scusa.

Il lavoro del poliziotto pretende a volte una certa rapidità nel prendere delle decisioni e quella era una di quelle volte. Fu deliberata, al prezzo di una piccola bugia che avrei personalmente propinato al resto della band, proprio allo scoccare della fine del servizio, suggellata dai primi botti in lontananza.

Il capodanno ci sorprese, a piedi in via Perini, diretti al bar del Ciano, dove speravamo di trovare qualche piacevole e procace distrazione per iniziare degnamente l’anno nuovo. Il nostro ingresso nel bel mezzo della festa, sulle note di “My funny Valentine” suonate dal vivo da Marco, che ci seguiva ad un passo di distanza fu un successone.

Le nostre azioni erano decisamente in rialzo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...