Da Trento al Far West.

Tex Willer as he appeared in Lion Comics.
Image via Wikipedia

Il capo ci guardava serio dietro alle lenti dei suoi occhiali a specchio, dove si rifletteva maestoso il Castello del Buonconsiglio.

E’ la vostra ultima occasione. Pillola azzurra: fine della storia. Domani vi sveglierete in camera vostra e crederete a quello che vorrete. Pillola rossa: partite per il paese delle meraviglie, e vedrete quanto è profonda la tana del bianconiglio.

– Sta solfa dell’ultima occasione mi sta annoiando Alfio. Ogni turno si ripete e noi ovviamente giù la pillola rossa. E se stavolta lasciassimo perdere?

– Un po’ tardi direi; l’abbiamo già presa.

– Ne sei sicuro?

– Non vedo in quale altro modo possa essere spuntata la coda alla mia Alfa Romeo

Spostai lo sguardo sotto il sedere di Alfio, certo di trovarci il sedile in finta pelle della Volante invece vidi un’enorme massa di carne e muscoli palpitanti e pelosi.

– Un cavallo Alfio!!!!, sei in groppa ad un fottuto enorme cavallo nero!

– E sotto di te cosa credi ci sia… Belen Rodriguez?

Percepii all’istante di trovarmi in sella ad un altrettanto puzzolente equino che camminava tranquillo lungo un arido sentiero sassoso. Ecco cosa era quel fastidioso dondolio che mi stava già facendo venire la nausea.

– Sta cosa mi piace proprio Javert, guarda qui che pantaloni di cuoio…e che cappello!

In effetti ad Alfio l’abbigliamento da cow-boy donava: giaccone di pelle con le “franze”, stivali, speroni e un minaccioso fucile nel fodero della sella.

– Che ne dici di bagnarci il gargarozzo al prossimo saloon Alf?

Stavo entrando magnificamente nella parte, tanto da sopportare il caldo e penetrante odore che il mustang offriva alle mie narici. Diedi un colpo di redini. Il cartello bucherellato dava il benvenuto a Perzen Ville, informandoci che lì vivevano un migliaio di anime. Entrammo in un famigliare Saloon, il “Round Rock”.

– Due whisky amico, e due secchi di biada per i nostri cavalli! – esordì Alf sedendosi allo sgabello del bancone.

Mi guardai allo specchio dietro al bancone: cappello nero, camicia bianca, cravatta sottile e giaccone nero. Ero stupendo, tale e quale a Sartana! “Una nuvola di polvere… un grido di morte… arriva Sartana” sussurrai piano. Trangugiai in un sorso il whisky che produsse dentro di me una sistematica devastazione di lingua, trachea ed esofago per poi dar fuoco allo stomaco. Appena la vistà tornò limpida, vidi comparire, riflessi nello specchio, due cow boy dall’aspetto decisamente famigliare. Diedi una gomitata ad Alf, che stava attaccando bottone con una bionda esagerata appoggiata ad un pianoforte scassato.

I due si fermarono davanti a noi. Esordì quello col pizzetto ed i capelli grigi.

– Da come vi presentate dovete aver avuto una discussione con Satanasso in persona…

– Non si accolgono così gli ospiti, vecchio cammello! Comportati da persona per bene. – lo fermò il cow boy più giovane.- Mi presento, sono Tex Willer e questo è il mio pard, Kit Carson.

Rimanemmo senza parole.

– Bene – riprese Kit Carson, – dopo aver ingoiato la polvere di mezza Arizona per incontrarvi, una bella sciacquata di gola è la benvenuta. Amico, 4 whisky.

– Cosa possiamo fare per voi, rangers – intervenne Alfio piazzando una manata sulla spalla di Aquila della Notte.

Tex lo fulminò con lo sguardo.

– Un’altra confidenza del genere e ti mando a vedere i cactus dalla parte delle radici.

Alfio decise lì per lì di trattenere i suoi modi partenopei.

– La storia è semplice, bambocci. Abbiamo qualche… diciamo problemino con un tizzone d’inferno, un certo Orso Veloce. Ora, fosse per noi sarebbe già a suonare l’arpa su qualche nuvoletta, ma…

– C’è di mezzo una donna. – proseguì Kit – Alison, scampata al massacro di Orso Veloce e dei suoi compari.(*)

Alfio si fece vicino. L’argomento cominciava ad essere di sua competenza.

– Avevo previsto per Orso Veloce una cura di piombo con successivi impacchi di terra fresca, ma… sai come sono le femmine… si impressionano…. così ci serviva un sistema per togliercelo di torno senza…

– Capito! – dissi mandando giù il terzo bicchiere di acido solforico. In verità non avevo capito un accidente ma non potevo deludere Tex Willer. Lo guardai tra le fessure dei miei occhi, sputando un frammento di tabacco per terra.

– Hai chiamato le persone giuste….

– Mi risulta che dalle vostre parti ci sappiano parecchio fare con gli orsi. Inserimenti, trasferimenti, spostamenti, fucilate di sonnifero, soldi a palate, studi e ricerche, radio collari e mille altre diavolerie. Un orso in più non dovrebbe fare la differenza…bello il Trentino, mi ricorda il Texas…

Per poco non cadevo dallo sgabello. Voleva farci portar via Orso Veloce, un guerriero Navajo, assassino e fumatore di erbe allucinogene per metterlo tra gli orsi del trentino….

– Mi scusi Ranger – disse timido Alfio – forse non ha compreso bene che i “nostri” orsi, sono davvero…

– Senti angioletto – intervenne Kit – se non vuoi un ricamino nuovo in quella carcassa…

– Non è il caso di insistere vecchio mio – lo interruppe Tex – credo che i nostri amici abbiano capito l’antifona…. vero?

– Certo. – dissi, mentre il mondo tutto attorno cominciava lentamente a roteare.

– Bene, allora per festeggiare propongo un ultima dose di strizzabudella. Oste, un altro giro, stavolta doppio, offro io! L’amico Orso Veloce è già bell’impacchettato sul suo cavallo qui fuori. Vi siamo debitori.

Mandai giù l’ultimo bicchiere doppio e l’ultima cosa che vidi furono le pale del grande ventilatore appeso al soffitto del Round Rock.

Aprii gli occhi a fatica mentre nella testa mi ballava una mandria di bufali. Alfio sonnecchiava vicino a me, seduto al posto di guida della volante. Guardai sui sedili posteriori poi svegliai Alfio.

– Senti Alfio, qui dietro abbiamo un indiano con tanto di penna in testa, imbavagliato, legato come un salame e a vederlo sembra anche parecchio incazzato. Non chiedermi nulla e vai verso il bosco.

Un cojote, in lontananza, approvò la scelta con un ululato che si propagò per tutta la valle.

Sugana Valley.

(*) Tex Il Presagio

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