Signora del giallo

Jessica Fletcher
Image via Wikipedia
Il capo ci guardava serio dall’alto della sua poltrona. Sulle lenti dei suoi occhiali a specchio, si rifletteva maestoso il Castello del Buonconsiglio
– E’ la vostra ultima occasione. Pillola azzurra: fine della storia. Domani vi sveglierete in camera vostra e crederete a quello che vorrete. Pillola rossa: partite per il paese delle meraviglie, e vedrete quanto è profonda la tana del bianconiglio.

Eravamo in anticipo per l’ appuntamento con lo sceriffo Tupper, così entrammo in un Drugstore. Mi feci portare chili e caffè. Alfio propendeva per “rise cu ‘o niro ‘e seccia”, ma al cospetto della prosperosa cameriera Renate, ripiegò su un più appropriato hamburger contornato da un appuntamento per la serata.

– Alfio, ti sembra il momento di allacciare rapporti con i locali?

– A dire il vero io pensavo più a “slacciare”…

– Senti, mezz’ora fa eravamo nella città delle mele e adesso la Grande Mela è qui a due passi. Sto mangiando chili e caffé sulla costa del Maine mentre dovrei essere al Pedavena a mangiare wurstel al sugo e birra e quel che è peggio ‘sta città, Cabot Cove, mi sembra addirittura di conoscerla.

Alfio diede un morso al gigantesco hamburger schizzando la salsa barbecue sul bancone e facendo magicamente apparire la cameriera armata di straccio. Senza staccare gli occhi dalla scollatura di Renate, Alfio sentenziò:

– Abbiamo scelto la pillola rossa… ricordi? E credo che questa sia solo la prima delle tane del bianconiglio.

Provavo la fastidiosa sensazione di essere osservato così raggiungemmo lo sceriffo in un luogo sicuro, nel suo ufficio. Ancora quella netta impressione di averlo già conosciuto.

– Non sono solito accettare aiuto dai poliziotti di fuori, ma stavolta non posso farne a meno. Da quando sono sceriffo ho preso in carico almeno trenta casi di omicidio. Sapete quanti ne son stati risolti?

Non lo sapevamo.

– Tutti! Tutti capite! E sapete quanti ne ho risolto io? Nessuno! Li ha risolti tutti quell’insopportabile, impicciona, fastidiosa e vecchia signora Jessica Fletcher!

Per poco non caddi dalla sedia sulla quale, in perfetto stile yankee, mi stavo dondolando.

– La signora Fletcher? − dissi strabuzzando gli occhi – e quindi lei è lo sceriffo Amos… e quello che ci spiava al bar era il medico… Seth Hazlitt… e questa è… è Cabot Cove… no scusate ma non può essere vero.

– La pastiglia rossa capo… ricordi? − mi sussurrò Alfio

– Non è possibile che mi ritrovi questa donna sempre tra i piedi − proseguì lo sceriffo − tutto il paese non la sopporta più. Dove c’è lei capita sempre il morto e cominciamo anche a pensare che porti un po’ sfiga insomma….

Avevamo due ottimi motivi per aiutarlo. Era un collega, e la Fletcher era davvero una gran rompic….. insopportabile.

Interpellai Alfio, quale esperto del sistema di traslazione sensovettoriale bisvalente che avevamo montato sulla Volante.

– Se l’azioniamo su di lei, che succede?

– Possiamo modificare la sua parte in tutta la serie e far diventare lo sceriffo il protagonista.

– Fantastico. Pensaci tu a programmare il trabiccolo. Io te la porto tra venti minuti.

Avrei voluto usare un geniale inganno per attirare l’arzilla vecchietta nella trappola ma non c’era più tempo. Feci irruzione nella graziosa casetta della signora Fletcher e la sorpresi nel suo studio mentre batteva a macchina “ Murder, she wrote”. La cattura non fu facile e fu segnata dalla distruzione, nell’ordine, di sei tazze da the in porcellana, dodici bicchierini di cristallo finto murano da sherry e due bambole in porcellana. La vecchietta mi graffiò una guancia ma la portai bene impacchettata da Alfio che fece partire il traslatore sensovettoriale bisvalente. Un fulmine arancione fece sparire la Fletcher lasciando nell’aria un leggero odore di pelo bruciato. Guardai Alfio:

– Direi che la missione è compiuta.

– Il collegamento per il rientro è tra due minuti e dodici secondi.

La città ci salutò tutta unita, sindaco e sceriffo in testa. Non vidi Renate tra la folla ma sembrava che Alfio non se ne preoccupasse. Alzai il ricevitore veicolare, composi il 311 ( 113 al rovescio) e Cabot Cove scomparve dai nostri occhi, sostituita dalla città del Concilio, Piazza Cesare Battisti.

– Tanto per curiosità Alfio, che parte hai riservato alla signora in giallo?

– Cameriera al Drugstore!

– Cameriera? Ma non c’era già Renate in quella parte?

– Esatto c’era. Adesso c’è la Fletcher che sculetta tra i tavoli portando caffè ai camionisti.

–  E Renate?

– Cercavano giusto una cameriera al Pedavena; che dici, ci andiamo stasera?

Ci pensai solo per un attimo, poi anuii. Avevo giusto voglia di qualcosa di casalingo prima della prossima pillola.

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