Unico grande Peter. Omaggio al Tenente Colombo

l capo ci guardava serio dietro alle lenti dei suoi occhiali a specchio, dove si rifletteva maestoso il Castello del Buonconsiglio

– E’ la vostra ultima occasione. Pillola azzurra: fine della storia. Domani vi sveglierete in camera vostra e crederete a quello che vorrete. Pillola rossa: partite per il paese delle meraviglie, e vedrete quanto è profonda la tana del bianconiglio.

 

Cercavo di convincermi che quella massa marrone che mi ammiccava dal piatto fosse commestibile, ma soprattutto morta; non mangio cose vive, se posso. Alfio attirò l’attenzione di una prosperosa cameriera.

Che vi porto ragazzi?

Dell’altro caffé per me. Tu capo che vuoi?

Sicuramente un buon bicchiere di Teroldego Rotaliano! – La cameriera spense subito il mio entusiasmo enologico.

Niente alcool ragazzi. Siete in servizio no?

E lei che ne sa? Ma soprattutto come fa a sapere che siamo dei poliziotti?

Sono stata sposata con uno di voi per cinque anni, sufficienti a farmi scattare dei campanellni d’allarme quando se ne presenta uno, credetemi. A parte questo, non credo che quel rigonfiamento sotto la cintura del tuo amico sia un dono di madre natura, quindi, siccome non avete ancora rapinato la cassa del ristorante, dovete per forza essere degli sbirri.

Il ragionamento non faceva una grinza. Alfio assunse un’aria da bambino imbronciato, atteggiamento che suscitava sempre un certo interesse nel genere femminile e anche quella volta la regola fu rispettata.

Se invece la natura è stata così generosa con te moretto – concluse l’ex moglie di uno sbirro, – beh credo che possiamo riparlarne alla fine del mio turno. Ora devo andare, ecco un altro vostro collega.

Volgemmo lo sguardo verso l’ingresso, o meglio, io guardai l’uomo che stava entrando, mentre Alfio agganciava i suoi occhi ai glutei dondolanti della cameriera che si dirigeva verso il nuovo sbirro.

Buona sera tenente – lo accolse gluteo rotondo – mangia qui?

Sì Katherine, il solito chili. Sa, mia moglie è partita per il Maryland da sua sorella, così posso permettermi qualche strappo al regime alimentare…

Chili, ecco cosa stavamo mangiando, cibo per poliziotti a quanto pareva. Continuavo a guardare il nuovo arrivato che stava consultando un piccolo block notes fumando un sigaro. Aveva un’aria famigliare, capelli scuri, lungo impermeabile grigio, leggermente strabico… diedi una gomitata al mio socio.

Alfio!, ma quello è… è….

E’ il più bel paio di armoniose natiche che io abbia mai visto dondolare in tutta la mia vita…

No dai, quello che la cameriera ha chiamato tenente, è il Tenente Colombo!

Non stavo nella pelle dall’emozione. Un mito, il mio mito. Il disordinato, acuto, geniale, solitario, ironico, ingenuo Tenente Colombo. Era dall’inizio dei nostri viaggi con le pillole rosse che speravo di finire qui. Avevo visto e rivisto tutte le sue puntate, sapevo tutto di lui e non lo nascondo… avrei sempre voluto essere come lui.

Buonasera ragazzi, posso sedermi con voi?

Colombo era apparso improvvisamente alle nostre spalle. Gli risposi con la voce rotta dall’emozione:

Tenente, che piacere, certo, si accomodi.

C’è un particolare che non torna…

Era lui, era una delle sue famose frasi e l’aveva detta a me!

Vi stavo aspettando, in verità aspettavo un solo poliziotto…

Non badi ad Alfio, in questo momento è interessato ad altro.

Quindi sarebbe lei….

L’espressione del Tenente non era delle più soddisfatte; estrasse il taccuino, vi scarabocchiò sopra qualcosa poi si accese il sigaro.

Avrei evitato volentieri questa situazione, ma il mio capitano è un poliziotto molto legato alle formalità, quindi…

Colombo si alzò in piedi, posò il sigaro, mise sul tavolo il suo taccuino, poi iniziò a fugarsi in tutte le tasche dell’impermeabile…

La matita, dove avrò messo la mia matita…. non è che per caso lei… ah eccola qua.

Il tenente si tolse l’impermeabile, lo piegò, lo guardò serio poi me lo porse.

Tenga…. ma mi raccomando stia attento, è quasi nuovo, è dell’ 82…

Ma cosa significa?

Per essere un poliziotto sei poco perspicace figliolo… ma avranno mandato la persona giusta?

Ma io… dovrei… Lei….

Presi l’impermeabile con delicatezza come fosse una reliquia, e per me lo era davvero.Il Tenente mi consegnò un mazzo di chiavi.

Anche la Peugeot?

Certo – disse Colombo tenendosi il mento con una mano.

La mitica Peugeot 403 del 1959.

Tenente, davvero, non credo di meritare tutto questo, in fondo sono solo un ispettore della Polizia italiana, prestigiosa certamente, ma come pormi all’altezza del compito che mi aspetta….

Ce la farai ragazzo, in fondo sei il prescelto…

Ero il prescelto, me lo sentivo che la mia occasione prima o poi sarebbe arrivata. Chiamai il mio compare.

Alfio, amico mio, mi piange il cuore ma le nostre strade si dividono. Il mio destino vuole che da oggi io lavori da solo. Sai, il personaggio lo richiede. Dovrai tornare a Trento da solo.

Alfio non fece una grinza, salutò il vero tenente si allontanò.

Oh, un’ultima cosa…

L’avevo detta, la mitica frase di Colombo e mi era venuta a anche bene, stavo entrando nel mio nuovo personaggio. Solo che Alfio non si voltò…

Beh Tenente, il mio socio è fatto così, gli passerà. Comunque non vedo l’ora di incominciare. Capisco che Lei voglia ritirarsi, insomma l’età, sua moglie… credo che possiamo anche salutarci qui, immagino che avrò il mio primo caso ancora domattina…

Primo caso? Ma che ha capito Ispettore?

Il caso di omicidio. Devo sostituirla no?

Sostituirmi, questa sì che è bella. No guardi Ispettore Costalta detto Javert, lei deve solamente portare l’impermeabile alla tintoria, l’automobile al lavaggio ed essere qui entro stasera alle settte e mezza che comincia la puntata.

Mantenni un dignitoso silenzio e mi avviai verso l’uscita.

Oh un’ultima cosa, nell’auto c’è Cane, gradirà certamente fare una passeggiatina mentre lavano l’impermeabile.

Mi avviai diligentemente verso la tintoria cinese, poi feci lavare la Peugeot e trattenendo una lacrima passeggiai con Cane lungo la quarantaduesima. Avrei eseguito il mio compito, in fondo era pur sempre il Tenente Colombo, mica Derrik o Coliandro…

E il mio momento sarebbe arrivato, lo sapevo.

 

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