AIZUL ATNAS

Quando la realtà prende il posto della fantasia

Ancora un racconto della Volante uno.

Bella Trento di questi tempi. Vetrine luccicanti, suonatori di zampogne, gente carica di pacchetti, luminarie appese in ogni via. Profumo di brulé, cappotti, loden, cappelli e sciarpe. Spirito natalizio alla massima espressione, così, coinvolti dalla situazione, io e Alfio ogni tanto accendevamo l’ampia gamma di lampeggianti colorati che portavamo sul tetto della Volante, creando un piacevole effetto ottico, lo stupore di qualche bambino e l’istintiva fuga di molti malintenzionati.

Mancava poco a mezzanotte così ci avviammo verso la Questura con quell’aria quieta e paciosa che solo due poliziotti che stanno per terminare il loro turno di servizio sanno assumere.

Fu in viale Verona che notammo, sul bordo della strada, una vecchietta seduta su una panchina con il viso nascosto tra le mani. Accostammo. Si vedeva che aveva pianto. La donna cercò di ricomporsi e senza aprire gli occhi iniziò a parlare:

  • E’ tutta colpa mia… non avrei dovuto dargli retta, ma sembrava una così brava persona. << Ma come fai ad andare in giro ancora con quell’asino?>> mi diceva, << Nel ventunesimo secolo quello che conta è la velocità. Dallo a me che lo faccio diventare veloce come la luce>> e così ho fatto. Che povera vecchia che sono, pensi, agente che ho anche licenziato il mio aiutante Gastaldo… ed ecco il risultato!

Indicò con un suo magro dito una luminaria appesa tra due palazzi: un asinello fatto di lucine rosse, correva come impazzito da una estremità all’altra senza sosta.

Mi girai verso Alfio che si era fatto stranamente serio e pensieroso. Per me era solo una vecchia un po’ svitata da riportare dai famigliari o in qualche casa di riposo dalla quale sicuramente era scappata.

  • Torno subito.

mi disse Alfio allontanandosi di corsa. La signora ricominciò a parlare:

  • Capisce che adesso non posso svolgere il mio compito. Chi lo spiegherà domattina a tutti i bambini? Quello a cui ho dato l’asinello diceva di avere a cuore i desideri dei piccoli… di avere una fabbrica di giocattoli…

Stavo precipitando nella trama di uno di quei film strappalacrime di Natale e giuro, non avevo nemmeno assaggiato un goccio di vin brulé. Mancava che la svitata mi dicesse che l’uomo che le aveva sottratto l’asinello era un vecchio panzone barbuto vestito di rosso e il filmone Disney 2012 era bell’e pronto.

Cercavo un elegante modo di uscire da quella appiccicosa situazione quando improvvisamente le luminarie natalizie di tutta la zona si spensero. Fu una sospensione di pochi secondi, ma sufficienti per far apparire Alfio alle mie spalle in compagnia di un curioso quadrupede peloso dotato di un considerevole paio di orecchie.

  • Alfio, vuoi farmi venire un infarto? Ma dove sei andato e soprattutto questo cosa è???
  • Un ciuccio compà!

rispose beato il mio socio.

  • Lo vedo che è un asino, ma dove…. come…
  • Ispetto’, non è obbligatorio dare sempre una spiegazione a tutto. Senti qua: di dove sono io?
  • Di Napoli Alfio, ma che c’entra?
  • C’entra c’entra. E qual è il simbolo del Napoli, della squadra di calcio, la sua mascotte?
  • Che ne so io Alfio.
  • La mascotte del Napoli è il ciuccio…. l’asino! Vuoi che un napoletano non sappia trattare con un ciuccio? Su, da bravo vai dalla padrona tua…

incitò all’asinello che, docile docile si incamminò verso la vecchietta.

Alzai istintivamente lo sguardo verso la luminaria, temendo quello che stavo per vedere, anzi per non vedere ed infatti il frettoloso somarello di lucine rosse che saltellava era sparito. Al suo posto luccicava un più consono e statico rametto di vischio verde con palline rosse.

Abbassai lo sguardo.

  • Ok voi due, adesso basta scherzi e ditemi…

Le mie parole rimasero sospese nel vuoto. La nonnina e l’asinello erano spariti, mentre Alfio era risalito in macchina. Provai un secondo brivido e per quella sera decisi che ne avevo abbastanza. Salii sulla Volante e chiusi la portiera.

  • Adesso tu mi spieghi….

Alfio mi interruppe:

  • Ne vuoi?

disse, allungandomi lo spicchio di un mandarino che stava sbucciando. Sulle sue ginocchia ne aveva molti altri, poi torroncini, caramelle, monetine di cioccolata, bagigi, e…. ovviamente un asinello di pane all’uvetta.

Lo guardai sospettoso infilandomi un torroncino in bocca:

  • Non è obbligatorio dare una spiegazione a tutto vero? Specialmente stasera…

Alfio non rispose, ingranò la prima e si avviò verso la Questura.

 

Nella dettagliata relazione di servizio del 12 dicembre che scrissi quella sera, non c’è ovviamente traccia di tutto questo.

Ma vi assicuro che è tutto dannatamente vero.

Piccola dolce Alice

Un piccolo spunto di riflessione a chi segnala con i fari i posti di controllo delle forze dell’ordine….

 

 

Non è stato neanche difficile…

Qualche giorno per farle prendere una po’ di confidenza, una semplice caramella, sembra da non credere, come nei racconti delle mamme…

Carina, treccine bionde ed un vestitino a fiorellini.

E’ bastato afferrarla per un braccio e trascinarla dentro in macchina, mentre giocava in giardino con la sua bambola. Adesso la mia bambola è lei. Una piccola dose di cloroformio, eccola là addormentata dietro il mio sedile.

Ci divertiremo piccolina, appena ti svegli, vedrai…

Basta trovare un posto tranquillo, lontano da occhi indiscreti, via da questa strada trafficata.

Ma che vogliono questi?

Perché mi fanno i fari incrociandomi, perché mi lampeggiano?

Vuoi vedere che…

Mi segnalano una pattuglia della Polizia sulla strada.

Un posto di controllo, un posto di blocco. Temono che mi possano fare una contravvenzione per la velocità…

Devo svicolare prima.

Grazie amici.

Grazie della preziosa segnalazione.

Grazie anche a nome della piccola Alice.

Tweet da Sergio Paoli (@Sergio_Paoli)

Sergio Paoli (@Sergio_Paoli) ha twittato alle 6:56 p. on sab, mag 25, 2013:
Selva di #levico. Nuovi parcheggi per #disabili in discesa tra muro e cancello. Parcheggi “normali” in piano. http://t.co/ywjZ3EbGJT
(https://twitter.com/Sergio_Paoli/status/338337762480631809)

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Levico Terme ospita il mio libro

sergioOrganizzato dalla Biblioteca Comunale arriverò a Levico Terme il 6 maggio alle 17 alla Sala del Consiglio per incontrare i lettori.

Un poliziotto vero, che attraverso le imprese dell’ispettore Tommaso Costalta, detto “Javert” dai vecchi colleghi della Questura di Trento, racconta quello che nei verbali ufficiali della sua Volante proprio non poteva scrivere.

Al termine del servizio redigere dettagliata relazione

“I ritagli, le limature, i sentimenti e gli aneddoti di molti interventi di Polizia, li ho pazientemente messi da parte, giorno dopo giorno, nel mio personale cestino delle cose da non scrivere, fino a formare un consistente malloppo di “rapporti apocrifi”.

Non c’è nulla di falso negli atti ufficiali che prendono la via degli uffici giudiziari, e tanto meno nelle testimonianze che i poliziotti forniscono nelle aule dei Tribunali, ma forse a quella formula che noi poliziotti recitiamo ogni volta davanti al giudice: “Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza”, andrebbe aggiunto un: “escluse le lacrime che ho visto, i brividi che ho provato, la gioia che ho sentito, il calore che ho trasmesso, la riconoscenza che ho percepito, la solidarietà che ho scorto”.

Il lavoro di Paoli è un caleidoscopio di mirabolanti imprese con strampalati cittadini non sempre vittime della società, tra sgommate, inseguimenti e rischi di cappottamento per le strade di una Trento ritratta con poesia e passione.

Javert vive la sua città per lo più di notte, alla ricerca perenne del successo nelle tecniche di seduzione rivolte alla sua Wendy, con la consolazione di una birra rigorosamente rossa e la fissazione di produrla in casa, in mezzo ai sedicenti suicidi, vecchine truffate, patetici giganti alle prese con mogli infedeli, artiste del sesso e gare di vibratorini sul tavolo della Questura.

L’opera, seppure non nuovissima, sta vivendo una stagione di rinnovato interesse,tanto che recentemente è stata ospite nella rassegna “Incontri con l’autore” di Dobbiaco, accanto a scrittori del calibro di Mauro Masi, Vittorio Sgarbi e Francesca Melandri.

Toccante e coinvolgente la lettura che ne ha fatto a gennaio Amelia Tommasini nella trasmissione “Viaggio nella scrittura” a Radio Dolomiti, esaltandone le sfumature più poetiche e passionali.

A Levico, Sergio Paoli e il pubblico saranno moderati, o come promette il manifesto, “provocati” da quel Roberto Laino, già anima e voce del gruppo musical demenziale Articolo 3ntino, scioltosi da poco con estremo dispiacere dei numerosissimi fan.

paoliDue punti di osservazione diversi delle genti, dei fatti e delle situazioni del nostro Trentino, che si incontrano nella felice capacità di entrambi nel coglierne i tratti più caratteristici per raccontarli con ironia e passione, chi in musica chi nei racconti.

Tra i nuovi racconti di Sergio Paoli, che Così e Cosà, rivista satirica on line pubblica mensilmente, c’è un omaggio ad uno dei personaggi più famosi usciti dalla mente di Roberto Laino, lo spericolato guidatore dell’Alfa Turbo I.E. Tullio Pinter.

Come Sergio Paoli e Roberto Laino si incontreranno nella Sala Consiliare di Levico Terme, così Tommaso Costalta detto Javert ha incontrato Tullio Pinter. Sarà una coincidenza?

 

Tweet di Coisp Trentino (@Coisp_Trentino)

Coisp Trentino (@Coisp_Trentino) ha twittato alle 11:12 p. on sab, mar 30, 2013:
Ecco perché Sergio Paoli e Roberto Laino assieme a Levico: Concerto per freno a mano e frizione http://t.co/yHrP9GH8m6 via @Sergio_Paoli
(https://twitter.com/Coisp_Trentino/status/318123474319208449)

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